INTERVISTA A FISH TANK
Articolo di Alessio Nunzi | Data: 21 Dicembre 2005 | Link correlati all'articolo | Ultimi commenti ricevuti (2) Dopo una lunga cena a base di stracchino impanato e zucchine sciroppate in compagnia di un grazioso esserino turchese e del suo lombrico perennemente a dieta (vedi intervista a Camilla Falsini) mi accingo verso la porta per accompagnare i miei ospiti a casa e, subito dopo, recarmi all'appuntamento con i ragazzi di Fish Tank.
Arrivo nel luogo dell'appuntamento, un grande prato appena fuori la città. Il posto mi sembra abbastanza desolato e mi domando se c'e' stato qualche fraintendimento. Dopo qualche minuto di attesa sento in lontananza un organetto che suona, guardandomi attorno noto delle luci all'orizzonte. "Ecco dove si sono parcheggiati!" penso immediatamente. Dirigendomi verso le luci mi accorgo che non si tratta delle loro autovetture, ma di un tendone a strisce con all'entrata una scritta illuminata "Circo Acquatico Fish Tank". Dopo ore passate insieme ad una creaturina con tre occhi ovoidali e un lombrico mascherato da super eroe, di certo visitare un circo acquatico non può che essere la conclusione perfetta per la giornata. Mi avvicino all'entrata, allungo la mano che impugna qualche spicciolo verso la zampa di un gatto vestito con un kimono e inizio il mio umido viaggio in Fish Tank.
Alessio Nunzi (per Brain Twisting): Parlatemi di voi. Ditemi, com'è nato questo vostro collettivo? E perché il nome Fish Tank? Giovanni Antignano (Fish Tank): Il collettivo nasce nel 2003 dal mio incontro con Fernanda, "all'epoca" io facevo parte di un collettivo che si occupava prevalentemente di installazioni sonoro-ambientali. Con questo collettivo avevamo in ponte un progetto che necessitava una forte connotazione visiva, e dato che proprio di recente mi ero imbattuto nei lavori di Fernanda, le chiesi se le interessava di partecipare al progetto.
A.N.: Qual'è il vostro scopo? G.A.: Diventare Ricchi&Famozi ... A.N.: Cos'è' un collettivo per voi? G.A.: Bè posso tranquillamente dire che è "stimolandia". Infatti ogni volta che ci vediamo, oltre al semplice piacere di vederci e divertirci, le sinapsi corrono impazzite, e quindi si ha la possibilità esponenziale di allargare e migliorare un'idea e farne nascere altre 1000. So che non può essere considerato un assioma, ma la complessità è sempre un fattore dannatamente importante che poi si ripercuote nel tuo lavoro. A.N.: Ritenete che un collettivo artistico possa avere maggiori potenzialità rispetto al singolo artista? G.A.: Per le ragioni di cui sopra, ma di certo non può essere considerata una costante. A me piace pensare che per noi lo è, anche se nessuno di noi assolutamente tralascia il proprio percorso. Evidentemente c'è un sentimento comune che portiamo dentro al collettivo che in qualche modo sentiamo possa farci crescere.
A.N.: All'interno di Fish Tank rimane una certa individualità degli artisti che ne fanno parte, c'è una motivazione? G.A.: In realtà posso dire tranquillamente di no. Per ora le cose stanno andando così. In realtà convivere in un collettivo ha le sue controindicazioni, aumentate un po' dal fatto che non viviamo nella stessa città e soprattutto dal fatto che ci dobbiamo scontrare con necessità primarie quale lavorare, avere una vita sociale (questo non vale per Zaelia Bishop, che è invece uno stoico squattrinato con manie isolazioniste, ndZ). Quindi a momenti alterni le nostre attività come le nostre frequentazioni sono più o meno intense. Abbiamo un progetto in corso che ci coinvolge tutti, ma è da un anno che sta prendendo forma e nonostante sia un progetto come collettivo resta comunque fortemente incentrato sull'individualità. A.N.: Navigando il vostro sito e assistendo alle vostre mostre si possono ammirare lavori in computer grafica, fotografie, dipinti, video... questo collettivo vuole essere legato prettamente alla sfera delle arti visive oppure vi interessano anche forme d'espressione differenti, come ad esempio la musica e la scrittura? G.A.: Mmmmm ... Diciamo che la sfera resterà decisamente quella, anche se in realtà in Fish.Tank non si può mai dire. Poi se siete interessati a vedere una performance di noi 5 che suoniamo il triangolo e forse manco a tempo, bè noi siamo disponibilissimi! A.N.: Il collettivo Fish Tank è aperto a nuovi componenti oppure preferite lasciare la formazione com'è attualmente? G.A.: Il collettivo è assolutamente aperto e lo rimarrà sempre, certo cercando di stare attenti a non diventare un carrozzone, perché forse a quel punto sarebbe inutile continuare. A.N.: In questo periodo a quali progetti state lavorando? G.A.: Il condominio dei soli (solitari) è uno, ed è il progetto a cui accennavo sopra. Sarà una installazione in rete, ma perché no anche una installazione interattiva. Si tratta di una storia non-lineare che si svolge in un condominio immaginario. Questo condominio ha infinite stanze come infinite possono essere le storie che possono essere vissute in esso. Il progetto consiste nel disegnare una storia che possa far vivere/morire una di queste stanze. A breve pubblicheremo sul sito una delle stanze, immaginata creata e benedetta da Carola.
A.N.: Avete progetti per il futuro? G.A.: Forse faremo in collaborazione con i Mariposa un videoromanzo. Vorremmo aprire anche un fishop, con le produzioni fatte con le nostre sante manine, tanto per cercare di sostentarci un po' e quindi tshirt e cotillon vari. C'è un minitour in programma a febbraio di un set live con il progetto di Marco Messina e Gennaro de Rosa, Pentole e Computer. Ed in più cercare di portare a giro il più possibile l'esposizione collettiva con allegato liveset di e con Marco Parente. Insomma darsi da fare in pubbliche relazioni. Anzi chiunque ci volesse basta che ci contatti. Noi siamo carini, gentili e disponibili! A.N.: Quale potrebbe essere un vostro consiglio da dare a un gruppo di artisti che desiderano intraprendere la via della collettività? G.A.: Avere una pazienza certosina, avere voglia di confrontarsi e di mettersi in gioco in continuazione. Anche perché quando sei da solo, hai si la libertà di fare quello che ti pare, ma devi rispondere a nessun'altro che te stesso. In gruppo, bèh la cosa si fa complicata. Sei sempre sotto la lente degli altri, quindi essere preparati che se hai un'idea può essere smontata nel giro di tre email o due telefonate. LINK CORRELATI ALL'ARTICOLO
» Collettivo Fish Tank
» Giovanni Antignano » Carola Ghilardi » Zaelia Bishop » Bruno Savona » Fernanda Veron ULTIMI COMMENTI RICEVUTI
1 Da karen il 9 Gennaio 2006
ragazzi geniali all'attaccooooo!!!!!!!!
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yoo