INTERVISTA DOPPIA: MARK RYDEN E MARION PECK
Articolo di Micol Di Veroli | Data: 8 Novembre 2006 | Link correlati all'articolo | Ultimi commenti ricevuti (2) Arcani, mistici e surreali. Mark Ryden e Marion Peck celebri artisti statunitensi e coppia nella vita aprono le porte del loro fiabesco mondo incantato, un universo fatto di strane figure zoomorfe e sinistre visioni che nascondono simbolismi al limite dell'alchemico. Mark Ryden riempie le sue opere di virtuosismi che le rendono simili a composizioni musicali. Marion Peck ci offre il suo aspetto onirico e spirituale connesso all'immaginario del subconscio. Questa esclusiva intervista doppia ci proietta all'interno dei loro dipinti aiutandoci ad osservarne da vicino i meccanismi teorici senza però privarci del sopraffino gusto dell'imponderabile.
Talking with MARK RYDEN
Micol Di Veroli (per Drome): Nel suo libro "La fattoria degli animali" George Orwell relaziona gli esseri umani agli animali: i cani raffigurano gli uomini di affari megalomani ed egocentrici, i maiali rappresentano la corruzione dei politici e dei moralisti, chiunque non rientra in queste due categorie viene considerato una pecora che segue ciecamente il branco ed il pastore. Quale animale pensi ti rassomigli di più? Mark Ryden: Sono un gufo con la coda di una scimmia e le gambe da alce. M.D.V.: Come si nota nella tua serie di opere "Blood", sembra tu sia solito usare una lente di ingrandimento per dipingere. Personalmente questo mi fa pensare ad uno scienziato che analizza insetti e batteri ... mi riporta alla mente inoltre le manipolazioni genetiche, il sogno dell'uomo di ricreare la natura oltre la sua stessa percezione. Quale è secondo te il legame tra arte e scienza? M.R.: La mia arte affronta molto l'analisi della natura. E' un'indagine del vedere e del guardare e uno studio della luce e del colore. All'interno del processo pittorico ci sono molti parallelismi con differenti scuole scientifiche. Il mix di pittura, strumenti e additivi è come la chimica. Ancor di più, è come l'Alchimia. Mi piace condurre il mio studio come un laboratorio.
M.D.V.: Parliamo ora della tua serie "'Bunnies and Bees". Nell'antico mondo Egeo le api erano considerate un ponte tra il mondo naturale e quello ultraterreno, esse infatti erano incise sulle tombe. I conigli invece sono spesso usati come simbolo di fertilità ed innocenza. Perché hai accomunato queste due specie animali così diverse tra loro? M.R.: Sono riluttante a spiegare il significato o il possibile simbolismo dietro tutto l'immaginario della mia arte. Sento che se si spiegasse tutto si toglierebbe qualcosa di importante dalla mia arte. La vita è misteriosa e affascinante. Voglio che i miei quadri posseggano lo stesso sentimento di mistero. Piuttosto che raccontare alla gente cosa ho messo nella mia arte, preferirei che loro stessi provassero ad interpretare il contenuto della mia arte. L'obiettivo dei quadri è quello di essere un catalizzatore di meraviglia e scoperta piuttosto che essere un veicolo per comunicare una specifica idea. M.D.V.: Mi sorprende il tuo considerare gli animali come antichi simboli mistici. Da dove trai l'ispirazione per i tuoi lavori? M.R.: Sono influenzato da una moltitudine di fonti. Una delle più forti caratteristiche della mia ispirazione è che deriva da così tanti posti diversi. Cerco di essere aperto a tutto. Mi sembra che gravito verso certe cose, come l'Alchimia, ad esempio. L'Alchimia sembra offrirmi un'infinita fonte di idee e di ispirazione.
M.D.V.: Tieni ancora il ritratto di un topo triste nel portafogli? M.R.: Tutti pensiamo di avere il ritratto di un topo triste nel nostro portafoglio, ma in realtà è nel portafoglio di qualcun altro. M.D.V.: Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? M.R.: Sto lavorando ad una grande mostra di nuovi quadri per la Michael Kohn Gallery di Los Angeles. Si inaugurerà in Marzo 2007. Sto lavorando duramente e sono molto stimolato dal mio nuovo lavoro. M.D.V.: Cosa "invidi" a Marion Peck? M.R.: Ammiro il modo in cui Marion è connessa al mondo spirituale. Questo si vede nel suo amore per la natura e gli animali. Le sue riflessioni quotidiani e le sue osservazioni sulla vita sono sempre affascinanti e mostrano il suo legame autentico con il mondo dell'anima. Lo si capisce anche dai sogni straordinari che fa quasi ogni notte. Ma soprattutto si può vedere nelle sue creazioni artistiche, dove manifesta un modo bello e istintivo di tirar fuori un'immagine dall'immaginario subcosciente. Talking with MARION PECK
Micol Di Veroli (per Drome): I tuoi paesaggi hanno lo stesso calmo misticismo di quelli dei maestri fiamminghi. I personaggi principali invece mi ricordano le strane creature di Lewis Carroll. Quale è il tuo personale legame tra l'arte e la letteratura? Marion Peck: Effettivamente Alice nel paese delle Meraviglie è per me un libro molto speciale, perché rappresenta così efficacemente un'esperienza dell'inconscio. Amo i libri e i film che sanno farlo, come Spirited Away di Miyazaki. Ma direi che la mia reale fonte di ispirazione è lo stesso inconscio, più della sua rappresentazione letteraria. M.D.V.: So che hai passato diversi anni a Roma. Pensi che il tuo lavoro sia stato influenzato dal Rinascimento italiano? M.P.: Come tu stessa hai detto, sono stati forse i maestri fiamminghi che più hanno influenzato la mia pittura, ma senza dubbio il tempo trascorso in Italia ha avuto un enorme impatto su di me. Ho anche vissuto un paio d'anni ad Orvieto, e il paesaggio, la luce e i colori, tutto è penetrato profondamente in me. Ho imparato così tanto dall'Italia, sull'arte di vivere così come sull'arte del dipingere. Amo l'Italia con tutto il mio cuore. M.D.V.: L'uso di animali antropomorfizzati ha una lunga tradizione nell'arte e nella letteratura. Frequentemente essi sono usati per convogliare caratteristiche peculiari e stereotipi tipici degli essere umani. Cosa ne pensi a riguardo? M.P.: Effettivamente, se guardiamo alle profondità della Storia, al mito, troviamo gli animali a rappresentare elementi di ciò che consideriamo la natura "umana". La volpe è furba, il gufo è saggio, il leone è fiero, ecc. Nella coscienza moderna, chiamiamo questo "antropomorfizzazione" degli animali, o attribuire loro caratteristiche che presumiamo appartenere realmente solo a noi. Cosa stiamo facendo ora è ristabilire un rapporto di parentela con loro normalmente negato. I bambini sentono questa parentela con gli animali automaticamente, perché non hanno ancora perso la loro abilità di relazionarsi al mondo in forma immaginaria. I cartoni animati con cui li intratteniamo, come Topolino, sono le vestigia dei collegamentii mitici che abbiamo perso. M.D.V.: Molte storie di animali sono a cuor leggero ed ironiche, la tua serie "I Cari estinti", creata per la mostra alla galleria Mondo Bizzarro di Roma invece propone un triste e grottesco scenario. Pensi che la morte di un animale sia difficile da accettare quanto la morte di una persona cara? M.P.: Naturalmente, la morte di un animale domestico non è lo stesso che la morte di un essere umano che abbiamo amato. Nonostante ciò, può provocare un dolore intenso. Inoltre, la morte di un animale corrisponde spesso al primo incontro con la morte e il suo mistero.
M.D.V.: Molti critici affermano che le tue opere appartengano alla corrente pop surrealista. Dalle sue embrionali origini negli anni sessanta il pop surrealismo si è evoluto in un movimento coinvolgente e vitale. Pensi che la tua arte sia parte di questo movimento o si allontani da esso? M.P.: Assolutamente, c'è un legame tra il mio lavoro e il "movimento". C'è qualcosa nell'aria che molti artisti stanno percependo. Vi rispondono in modo diverso, ma ciò che tutti hanno in comune è un approccio all'arte basato più sull'immaginazione e il sentimento e meno su l'intelletto e la teoria. M.D.V.: Progetti per il futuro? M.P.: Sto lavorando a una grande personale per l'Aprile prossimo, da Billy Shire Fine Arts, qui a Los Angeles. M.D.V.: Cosa "invidi" a Mark Ryden? M.P.: Il fatto che sia un genio. Guardare un quadro di Mark è come guardare una composizione di Mozart. La sua facilità tecnica è assolutamente abbagliante, e la sua creatività riempie la stanza di magia. LINK CORRELATI ALL'ARTICOLO
ULTIMI COMMENTI RICEVUTI
2 Da Emily il 17 Settembre 2007
I dipinti di Mark sono meravigliosi, quasi stregati.
1 Da Eleonora il 16 Dicembre 2006
...due artisti strepitosi,ineguagliabili.
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