PIÙ DESIGN, MENO WEB
Articolo di Antonio Moro | Data: 30 Novembre 2003 | Ultimi commenti ricevuti (17) Come faccio a fare la tal cosa con i css? Xml, xtml, xhtkhl, jspthsl … tutte domande tecniche che girano sulle mailing list, insieme ad una serie infinita di "guarda il mio sito", "guarda il tal sito", "aiutami con questo script", ecc. Tutte domande fondamentalmente tecniche che spessissimo riguardano aspetti che influiscono sull'utente in piccolissima parte.
Tutte domande legittime e utili, ma che nella mia modesta opinione riguardano argomenti che per un webdesigner dovrebbero essere secondari rispetto ad altri più importanti di cui ci si dimentica sempre più spesso. Sono iscritto a quasi tutte le maggiori liste italiane e straniere dedicate al webdesign e affini e vedo i cosa i webdesigner si preoccupano. Quello che mi lascia sempre più scandalizzato è l'assenza quasi assoluta di domande legate alla comunicazione, alla tipografia, al design grafico, all'estetica, al colore, allo stile, all'impianto comunicativo, al webmarketing di base, tutti aspetti che per un webdesigner sono più importanti della tecnica pura. Sono tutti veramente troppo "web" e poco "designer" e questo non è un bene, almeno secondo me. La mia provocazione serve a fare ragionare su un punto secondo me molto importante. Non voglio dire che gli standard, i tecnicismi, i linguaggi evoluti (css, xtml, xml, ecc), i browser di nicchia (e tutto il lavoro quindi per rendere le pagine compatibile anche per il tal browser, quando questo non copre quasi per nulla il proprio target) non sono importanti o che è meglio in assoluto fregarsene di questo o quello. Il punto fondamentale è che da quello che vedo in Italia la maggior parte dei "webdesigner" si preoccupa più del "web" che del "design". Nel mondo perfetto tutti fanno siti perfetti comunicativamente, che rispettano gli standard e fatti con le ultime tecnologie a disposizione, ma visto che la realtà che abbiamo davanti è molto diversa mi piacerebbe che chi fa il nostro lavoro si preoccupasse prima di imparare come fare un sito che come farne uno in css "strict" (per dirne una). A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa devo studiare, cosa devo imparare per crescere in questi campi che non vengono mai trattati nelle discussioni in giro per internet e che per tantissimi webdesigner sono completamente "oscuri"? Parlando di questo argomento in una mailing list ovviamente mi è stato chiesto di consigliare dei libri a cui fare riferimento. Non è facile, la prima cosa che ho fatto appena letta la mail in questione è stata girare la faccia verso la mia libreria e pensare cosa consigliare, ma sarebbe sbagliato fornire semplicemente una lista di libri da leggere. Il consiglio è invece scoprire e affrontare temi che di solito chi fa il nostro lavoro si dimentica di affrontare, per ognuno di questi temi si trovano decine e decine di libri e risorse di ogni tipo, basta cominciare a cercare, come se dovessi trovare la soluzione al solito problema "tecnico". Di seguito una lista generale della basi (il minimo insomma) che un webdesigner degno di questo nome dovrebbe avere ben radicate nel proprio bagaglio professionale.
Oltre a questi argomenti generali e specifici ognuno dovrebbe affrontare più generalmente alcuni campi indispensabili alla nostra professione, come:
Ci sarebbe tanto altro, ma se ognuno dei webdesigner italiani studiasse anche solo un decimo di quello che c'è scritto in questo articolo avremmo siti più belli (in senso lato), un mercato più strutturato, clienti più soddisfatti e consapevoli dell'importanza di certi aspetti del web. Per concludere consiglio un po' di libri specifici da cui partire:
ULTIMI COMMENTI RICEVUTI
16 Da jay il 20 Maggio 2004
Personalmente condivido la maggior parte delle cose scritte, ma in particolare mi associo a thonk: non è fondamentale sapere tutto, ma sapere quello che si vuole fare è già un buon punto di partenza. Non mi spaveta il fatto di non conoscere tutti i linguaggi di programmazione ma è buona cosa saper padroneggiare gli strumenti che mi servono per svolgere al meglio il mio lavoro.
Molto importante è comunque avere un quadro generale di cosa c'é in giro e dove si orienta il mercato, per non rimanere tagliati fuori dai giochi. Dunque, per concludere, il mio punto di vista è che gli alieni non fanno parte del nostro mondo, e non bisogna aspirare a tale ruolo per essere un buon professionista o ottenere un buon posto di lavoro. Un saluto a tutti. 15 Da Gaetano Di Meglio il 27 Aprile 2004
Il vero dramma, caro Moro, è un altro.
La gran parte delle piccole e medie aziende italiane, oggi vuole un unico referente per le proprie esigenze di comunicazione. Ciò comporta, inevitabilemente, l'imbastardimento della nostra professione. Ma qual'è la nostra professione? Io da 15 anni gioco in tipografia, in agenzia di pubblicità, in redazioni di giornali, in web agency (forse ne ho una anch'io), e oggi, purtroppo, vedo account che diventano programmatori, segretarie che si trasformano in "webmaster" (accetta il termine inteso come molti sul web loro scrivono...) e chi più ne ha, più ne metta! Parliamo di web e di design, bene, abbiamo scisso il termine webdesign e cosa ci siamo ritrovati? Niente. Discorsi enormi e tante parole al vento, come giustamante scrivi, per recuparare 3k su una pagina di 60 (ma sei sicuro che oggi in giro ci siano ancora pagine da 60 k, a me sembra che adslleizzazione dei miei e tuoi concorrenti abbia alzato di molto la soglia (professionalità e saper fare a go-go...). Anch'ìo, a webbit, provo a trattare l'argomento, chi vuole, può venire a trascorrere 50 minuti tra termini che dovrebbe essere amici: rough, pay-off, brand, head-line... a Padova! http://www.webb.it/event/eventview/3257 14 Da Antonio Moro il 21 Aprile 2004
Se vin interessa l'argomento e a inizio maggio siete al Webbit.. iscrivetevi al seminario:
http://www.webb.it/event/eventview/3356/ ciao a tutti! 13 Da Fabrizio Pivari il 15 Aprile 2004
Mi piacciono gli articoli originali e sensati, penso che andrò a sentire l'intervento a WebbIt.
Vi chiedo di soffermarvi su un altro esperimento interesante: create il sito più brutto del mondo (come il mio http://www.pivari.com/ ) e dimostrate che con buoni contenuti e una strategia oculata di webmarketing si possono vedere i risultati. Se vi interessa l'argomento, a WebbIt, venite a sentire ancheil mio intervento! |
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http://www.webb.it/event/eventview/3358/
Colgo l'occasione per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato con calore al primo seminario di Padova.
Grazie a tutti.