GRAPHOLA, DIGITAL ART COMMUNITY
Articolo di Daniele Cascone | Data: 21 Giugno 2004 | Link correlati all'articolo | Ultimi commenti ricevuti (15) Graphola è un'iniziativa nata qualche tempo fa con l'intento di promuovere la digital art in Italia. Un progetto non limitato solamente al web (come nella maggior parte dei casi) ma che porta le opere degli artisti nel mondo reale; recentemente si è svolta "01! Digital Art Expo", un'esposizione di stampe digitali degli autori che fanno parte di questa comunità. L'intervista che segue è una chiaccherata con il responsabile di questo progetto, Alfredo Celiberti.
Daniele Cascone (per Brain Twisting): Ciao Alfredo! Conosco Graphola fin dalle sue origini e devo dire che è diventata una delle poche realtà italiane che cerca di promuovere in maniera seria l'arte digitale. Puoi farci una breve "biografia" del progetto, per chi ancora non lo conoscesse? Alfredo Celiberti: Graphola nasce circa un anno fa, direi quasi per caso ... In ufficio stampammo alcune cose nostre, fatte nel tempo libero (in Graphola le trovate sotto Drop_crew) per il piacere di potercele appendere al muro in ufficio.
D.C.: La peculiarità di Graphola, rispetto ad altre comunità simili presenti sul web, è quella di stampare le opere degli artisti e di promuoverle. L'ultima iniziativa portata avanti è stata "01! Digital Art Expo", una mostra con circa 60 opere di artisti provenienti da tutta Italia. Quali sono le considerazioni che fai alla luce di questo evento? A.C.: Grande, grandissimo interesse da parte di tutti gli intervenuti: curiosi, collezionisti, architetti, grafici ... (le foto: www.graphola.com/01.php). D.C.: ... questa esperienza verrà ripetuta? A.C.: Sicuramente! In effetti 01! Digital Art Expo segue una strada già presa con Arrredi Digitali, esposizione che abbiamo organizzato a San Benedetto Del Tronto a fine 2003. D.C.: Prima hai fatto notare che dopotutto il digitale non è nient'altro che una tecnica come un'altra per esprimersi e fare arte; ciò che conta non è il mezzo con cui si arriva a realizzare un'opera, ma il risultato finale. Eppure nei circuiti di arte tradizionale la Digital Art è ancora sconosciuta e a volte sottovalutata. Cosa ne pensi di quet'affermazione che ho fatto? A.C.: Penso che sia tutto vero: la Digital Art è ancora vista con diffidenza. I motivi naturalmente ci sono e spesso sono validi: il critico, non conosce il mezzo digitale, non conosce i software ... ha paura di essere ingannato. Ha paura che gli venga propinato un bel risultato frutto della tecnologia e di algoritmi ... piuttosto che della fantasia e delle visioni dell'artista. Qui c'è da sottolineare il punto fondamentale sul quale c'è da dibattere in abbondanza: il rapporto tra la Digital Art e la tecnologia ... quanto il software influenza l'arte. D.C.: La Digital Art è molto legata a Internet; si è sviluppata grazie ad esso e si muove più secondo gli schemi della rete che con i canoni dell'arte tradizionale. Questo secondo te ha creato un nuovo modo di percepire l'arte? Ovvero un mondo meno elitario e più aperto al pubblico e agli artisti? A.C.: Si si ... Internet ha contribuito a far svegliare gli animi! Gli anni ottanta, e novanta sono stati all'insegna della schiavitù televisiva. Passivi, SOLI, di fronte al video. Internet ha dato la possibilità - a tutti - di interagire, di farsi sentire, di provare e di uscire allo scoperto. Questo ha avvicinato molti all'arte. Questo è bello. D.C.: Il concetto di "opera unica" nel digitale non esiste. Questa è un'arma a doppio taglio, con pregi e difetti. Tu come vedi tutto questo? A.C.: L'unicità o la tiratura vanno garantiti contrattualmente, questa è la mia idea. L'artista affida la tutela dell'opera ad un ente, tipo Graphola, che stipula un contratto sia con l'artista sia con l'acquirente. In questi contratti da un lato si impedisce legalmente la replica selvaggia, dall'altro si certifica l'originalità e la tiratura. D.C.: Ritornando a 01! Digital Expo: all'interno di questo evento è stato fatto anche un convegno che ha visto partecipare artisti e pubblico. Che argomenti sono stati affrontati? A.C.: Gli argomenti discussi sono stati : tiratura delle opere, il rapporto con l'arte "tradizionale", ... si è parlato addirittura di frattali ed arte generativa. In breve, a parte lo scetticismo che è emerso da parte di qualcuno sulla digital art, specie quando abbianata all'astrattismo, cosa che praltro mi aspettavo, vorrei segnalare che è stato definito, come unico criterio plausibile per garantire la tiratura (cosa necessaria), l'intervento di un'entità che la certifichi con un contratto e che si prenda carico di "tenere il conto" delle opere stampate. D.C.: Come reputi il panorama italiano, anche alla luce dell'esposizione e del convegno organizzati da Graphola? A.C.: Duro, ma stimolante. C'è molto da fare. Ci sarebbe bisogno di un forte aiuto da parte delle istituzioni, che per ora sono state assolutamente latitanti. Non mi voglio sfogare a questo punto ;-) ... D.C.: Ultima domanda di rito ... quali progetti futuri per Graphola? In giro si parla di un catalogo degli artisti ... A.C.: Si! Hai un'informazione corretta. Si tratterà di un Annuario (ad uscita annuale quindi!) che raccoglierà le opere dei cinquanta artisti più rappresentativi di Graphola. Avrà una distribuzione internazionale (librerie di musei o specializzate in arte e grafica) e sarà, naturalmente, in inglese. Quindi circa 250 pagine dense di illustrazioni "full page" precedute da una ricca intro nella quale mi farebbe piacere scrivesserro anche i principali attori della Digital Art Italiana ... Brain Twisting, ad esempio.
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ULTIMI COMMENTI RICEVUTI
14 Da Daniele Cascone il 1 Luglio 2004
ciao Overrride! .... quello che dici tu in parte lo penso anche io e cioè che nell'illustrazione COMMERCIALE, ovvero quella fatta su commissione, con un certo stile comprensibile dalle masse, molto figurativo e in funzione del mondo della pubblicità, il digitale non è certo snobbato, anzi! Va molto di moda e se ci si propone come illustratore sicuramente si ottengono più riscontri che come "artista". Poi, affermare se questi illustratori possano essere considerati anche "artisti" è arduo.... bisogna analizzare caso per caso. Ad esempio, un artista (anche se non digitale) molto attivo e riconosciuto dalla critica è H. R. Giger.... ma non si è limitato solamente a fare opere d'arte da piazzare in un museo e basta; ha anche lavorato molto come illustratore di copertine, designer ecc... usando sempre lo stesso stile.... nel caso di illustratori, a mio parere bisogna considerare opera per opera; può esserci quella fatta su commissione e allora, anche se bella, non ha nessun significato particolare... oppure può esserci quella fatta per scopi personali in cui si vuole esprimere un concetto e si vogliono rompere degli schemi, seguendo solo regole personali e non dettate da un cliente ... allora lì possiamo trovarci di fronte a un'opera d'arte. Senza contare che c'è una grande varietà di artisti che crea per conto proprio, seguendo le proprie idee; poi, successivamente è il mercato che richiede quel genere di immagine e si adatta al pensiero dell'artista. Mah, discorso complesso.... ad ogni modo certo, è più difficile affermarsi come artista che come illustratore, ma questo avviene da sempre, anche nell'arte tradizionale! (x il forum: no, non lo riapro, almeno per il momento! Era troppo deserto, questa discussione nasce anche perchè c'è una base su cui parlare!) :) ciao!
13 Da OvErRrIdE il 1 Luglio 2004
Per Daniele: hai appena chiuso il forum e qui si formano le discussioni! Un pensierino a riaprirlo? :)))
12 Da OvErRrIdE il 1 Luglio 2004
Ok, non mi posso definire un artista, tantomeno "digitale" ma piuttosto un osservatore, un appassionato di arte classica e da un po' di tempo di artisti che "usano il compiuter". Mi pare di capire che molte volte quello che piace ai critici d'arte coincide con quello che disprezzano gli artisti digitali: molti dei più famosi artisti digitali non sono altro che bravi illustratori molto orientati su un genere commerciale. Bravi si, ma non so se possibile definire "arte" tutto ciò. Infatti se prendiamo il campo dell'illustrazione commerciale, vede tranquillamente inseriti questo tipo di autori, senza nessuno che li snobbi. Quanti sono invece gli artisti che possono considerarsi tali? C'è un sottile confine tra quello che è arte o un semplice "disegno"? Spero di non essere frainteso: non sto denigrando il digitale, anzi lo seguo e mi piace tutto il genere, però mettendomi nei panni dei critici non so se per loro è lo stesso, e non so se hanno ragione oppure no.
11 Da Alfredo - graphola il 30 Giugno 2004
Ciao Willy.
Che paicere vederti qui...! Il tuo è un intervento fuori dal coro... mi accorgo che spesso tendiamo tutti a dire la stessa cosa, ognuno a suo modo. Questo dell'iperirrealismo è un aspetto senz'altro di rilievo, importante. Ma "un" aspetto. La varietà delle opere presenti ad esempio qui in questo splendido sito testimonia che di movimenti ce ne sono vari, uno di questi è sicuramente quello evidenziato da te. Ciao! Alfredo |
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è un piacere vedere una partecipazione così attenta su di un tema così scottante...
... arte e ilustrazione, arte e pubblicità ...
SOno d'accorod con Daniele.
Giger è un artista spesso snobbato da chi è un po' bigotto...
Voglio fare degli esempi ancora più "istituzionali": Depero, Toulouse-Lautrec sono grandi artisti eppure per loro arte e pane si sono incontrati senza scontrarsi.
Oggi vedo molte pubblicità, molti video interessanti. Poi distinguere se si tratta di arte o meno ... è molto relativo.