MADALINA IORDACHE-LEVAY
Visualizza le opere di Madalina Iordache-Levay | Link correlati all'autore | Ultimi commenti ricevuti (2) Nata in Romania nel 1982, Madalina Iordache-Levay ha sempre dipinto e disegnato. Successivamente, baratterà la sua passione per l'arte con quella per le parole, studiando giornalismo. Ma viene nuovamente richiamata al mondo delle arti visive quando scopre la fotografia e la Digital Art. Da allora realizza immagini che progetta con attenzione e cura dei particolari. Attualmente vive e lavora a Fort Lauderdale in Florida.
Trattandosi di un artista non italiano, quella che segue è la traduzione dell'intervista fatta in inglese. Parlaci un po' di te: di cosa ti occupi, come hai iniziato, i tuoi interessi ... Sebbene sia sempre stata interessata all'arte (per la maggior parte della mia infanzia ho dipinto e disegnato, partecipando a diversi concorsi nazionali e internazionali), mi sono iscritta all'università per diventare una giornalista. Ma durante quegli anni ho scoperto la fotografia e ho iniziato a studiarla intensivamente, leggendo libri e magazine presi dalla British Council Library, una biblioteca presente nella mia città. Contemporaneamente vengo a conoscenza della fantastica tecnica di trasformare le foto con il digitale e questo mi ha aperto possibilità di espressione infinite. Subito dopo ho iniziato a partecipare a dei concorsi e i premi vinti mi hanno incoraggiato a insistere. Penso che la maggior soddisfazione avuta dalla Digital Art e dalla fotografia l'ho ottenuta quest'anno (2007), vincendo tre medaglie d'oro nel prestigioso Trierenberg Supercircuit e il secondo premio in una competizione internazionale, sponsorizzata da Adobe, organizzata annualmente da Photoworkshop.com. Come nascono le tue realizzazioni? Che tecniche usi? C'è una situazione ideale per essere più creativi? I miei lavori richiedono molta preparazione prima di potermi sedere davanti al computer. Tutto comincia con un'idea o un concetto che poi cerco di definire al meglio. Per questo ho bisogno di fare degli schizzi a matita prima di passare alla fase successiva, ovvero la ricerca del giusto modello e i materiali per costruire la scena. Dopo arrangio una sessione fotografica, scatto le foto di cui ho bisogno e comincio a elaborarle con Photoshop, fino a quando non ottengo un'immagine quanto più simile a quella pensata inizialmente nella mia testa. Tutto questo richiede tempo, lavoro, tanta dedizione e parecchia energia creativa. Molta gente considera la Digital Art qualcosa di semplice, come se certi effetti venissero creati magicamente e senza sforzo in un secondo momento dal computer. Ma non c'è nulla di più sbagliato. Cosa cerchi di esprimere con le tue opere? Il mondo rappresentato dalla mia arte si evolve con me. Per diverso tempo ho raffigurato nei miei lavori la mia immagine (l'immagine interiore), come un riflesso del mio subconscio. Questo è coinciso con un periodo "oscuro" della mia vita. Quando poi è passato, ho cominciato a esprimermi con soggetti che non erano direttamente connessi alla mia persona: bellezza, amore, religione o avvenimenti contemporanei, questi ultimi rappresentati dalle serie "Tangles Angels" e "Modern Plagues". Altre volte, il significato di un pezzo è semplicemente il voler realizzare un concetto divertendosi, narrando una storia che può essere letta da diverse angolazioni (ad esempio "Rain Spell" o "The Mysterious Disappearance of Miss Peregrinne Ploot"). L'eterno dilemma: è meglio la tecnica oppure l'idea? E' davvero un dilemma. Probabilmente la giusta risposta è di non scegliere nessuna delle due come più importante, ma la loro combinazione. Un'immagine che è tecnicamente perfetta ma non ha un'idea (e il concetto potrebbe essere semplicemente esprimere la bellezza!) non ha valore; tuttavia, quando la tecnica stessa è il soggetto dell'immagine (potrebbe accadere esplorando nuove e rivoluzionarie tecnologie), il valore sta nell'innovazione e nel riconoscimento storico (penso, ad esempio, alle prime fotografie a colori). D'altra parte un'idea brillante potrebbe fallire se rappresentata tecnicamente male. Da parte mia preferisco avere una bella idea associata ad una tecnica mediocre che una tecnica perfetta al servizio di un'idea scarsa. Quali sono le tue principali fonti di ispirazioni? C'è qualche artista che ammiri in particolare e che prendi come esempio? Trovo l'ispirazione in tutto ciò che sta intorno a me - in tutte le forme d'arte, da quelle visive alla musica, dai film fino alla letteratura, nella natura, nelle sensazioni umane e nelle esperienze filtrate dal mio personale modo di essere. Non posso indicare precisamente cosa mi ispira, visto che le idee solitamente scaturiscono da una scintilla che viene accesa da cose comuni. Credo che tutte le nostre esperienze e tutto quello che vediamo e impariamo si fissano in qualche angolo della nostra mente e, al momento giusto, è qui dove la creatività va a pescare. ... e le tue aspirazioni future? Quello che desidero è di continuare la serie "Modern Plagues" e di portare in vita alcune vecchie idee che stazionano tra i miei appunti. OPERE DI MADALINA IORDACHE-LEVAY
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ULTIMI COMMENTI RICEVUTI
2 Da amedeo monopoli il 11 Marzo 2008
complimenti sinceri sei una grande artista. oggi ho capito di essere 1000 anni indietro, provvederemo. grazie
1 Da Lele il 5 Marzo 2008
Complimenti, gran belle foto!
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